Jeans


Se volessimo indicare quale sia il primo tipo di pantalone a cui ci viene istintivamente da pensare, non c’è alcun dubbio che al 99% si tratti di jeans. E’ sempre affascinante scoprire le origini di un qualsiasi oggetto: nel nostro caso, il tessuto jeans così pratico e resistente comincia a fare la sua comparsa in ambito marinaro, intorno al XV secolo, utilizzato sia per costruire le vele, indispensabili per le imbarcazioni dell’epoca, che per realizzare sacchi robusti da trasporto da gettare nelle stive delle stesse navi. Questo ci dà un’idea su quanto questo tessuto dovesse essere resistente già sin dagli inizi: risultava essere un aiuto fondamentale per affrontare e vincere le tempeste che si scatenavano sugli oceani, così come oggi risulta altrettanto versatile nell’accompagnarci attraverso le burrasche della nostra vita quotidiana.

Le fonti storiche riportano due città come originarie creatrici del tessuto in questione, si tratterebbe di Chieri (Italia) e di Nîmes (Francia). Infatti la denominazione “Denim” deriverebbe dall’indicazione di provenienza “de Nîmes”. In ogni caso questa tela particolare veniva venduta e veicolata ovunque da navi in partenza dal porto di Genova, e sembra che siano stati proprio i marinai Genovesi i primi a pensare di utilizzare questo tessuto per realizzare i propri pantaloni da lavoro, e questo ci spiega il perché del nome “Jeans” mutuato dal nome della città stessa Genova. Ma perché “Blue Jeans”? Perché veniva indicato specificamente il colore indaco? E’ presto detto: il blu era il colore utilizzato nelle divise dei marinai genovesi.

Da allora, probabilmente anche grazie all’esportazione per via marittima da un porto attivissimo come quello Genovese, questo tessuto è giunto ovunque e si è affermato per le sue grandi doti di robustezza, praticità e buon prezzo.

Ma ciò che ha influito come punto di svolta è stata la sua diffusione, nella seconda metà del’800, negli Stati Uniti dove, trasformato in pantaloni e grembiuli da lavoro, ha finito per essere adottato come indumento di base per tutte le classi di lavoratori che necessitavano della robustezza del jeans. Questa diffusione capillare negli USA deve tutto alla famosa “corsa all’oro” e ad un imprenditore con il fiuto per gli affari, mr. Levi Strauss. Egli intuì che il jeans aveva tutte le caratteristiche ideali per esser venduto ai cercatori d’oro, che in quel periodo giungevano in California in grandi masse e avevano necessità di pantaloni sia robusti che economici. Una curiosità: i rivetti metallici furono aggiunti, con tanto di brevetto, per rinforzare le tasche che i cercatori riempivano con tutto ciò che ritenevano potesse contenere oro. In pratica erano nati i jeans “Levi’s 501”, modello che potete acquistare ancora oggi…anche se non siete cercatori d’oro 😊 Ma al di là dei cercatori d’oro, i pantaloni jeans si diffusero anche in altri settori, sia presso i lavoratori che stavano costruendo le lunghissime e leggendarie ferrovie Americane che presso i mandriani, i famosi “Cow boys”, che guidavano immense mandrie attraverso praterie sconfinate e polverose. L’avanzata trionfale del jeans non si è più arrestata da allora, tanto da giungere sino ai nostri tempi, in grandissima salute e< senza accennare alcuna flessione nella relativa produzione o utilizzo. Nel tempo sono state fatte parecchie migliorie grazie alla tecnologia evolutasi di pari passo con le mode, sia sul piano della comodità (possiamo produrre jeans nello stesso tempo resistenti ma morbidi come seta, e di vario peso e spessore) che sul piano estetico (siamo in grado di effettuare trattamenti di tutti i tipi per ottenere look moderni e aggressivi, o conferire al capo un aspetto elegante). Ovviamente, oggigiorno, i pantaloni jeans non sono più disponibili solo nel tradizionale colore indaco: attraverso cartelle colori e pantoni possiamo produrre jeans nell’intero spettro cromatico dell’arcobaleno. Ibrand che si affidano a noi per le loro produzioni lo sanno benissimo 😉